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SOTTO LA PELLE DELL’AFGHANISTAN

Comune di Milano, MUDEC, Associazione per i Diritti umani e Arci, Hazara International Network presentano

SOTTO LA PELLE DELL’AFGHANISTAN
Alla ricerca del popolo Hazara
27-28 febbraio 2017
MUDEC Museo delle Culture
via Tortona 56 – Milano

27/2/2017 dalle 18:00-20:30
Arte, Cinema e Poesia della diaspora Hazara

Proiezione del cortometraggio: L’OSPITE
del regista Hazara M. Amin Wahidi
Vincitore premio città di Venezia 2014

Presentazione del libro: SOGNI DI TREGUA
del poeta, giornalista e attivista Hazara per i diritti umani, Basir Ahang

Intervengono:
AminWahidi, regista e poeta
Giuseppe Acconcia, giornalista e autore del saggio “Il grande Iran”
Heliya Haq, fotografa, autrice della mostra “ L’Arte di essere Donna”
Conduce l’incontro: Monica Macchi Associazione Diritti Umani

28/2/2018 dalle 18:00-20:00
Cinema indipendente, sperimentale e low budget a Milano

Introduce Geppino Materazzi
proiezione del lungometraggio LA CENA PERSIANA
A seguire: discussione, domande e risposte sul film con il regista M. Amin Wahidi e Monica Macchi, critico cinematografico

SIDE EVENT
“L’Arte di Essere Donna”
Mostra fotografica della giovane artista Iraniana in Italia Heliya Haq
27 e 128 febbraio, Orari d’apertura per il pubblico: 10- 18

Afghanistan, una terra ancestrale tra cultura urbana e nomadismo lungo la via della seta, tappa dei Mongoli nella conquista della Cina e dell’India. Centri religiosi e culturali buddisti e arte alessandrina del Gandara, echi di scienza, mito, arte e misticismo che hanno ispirato l’immaginario de  “L’uomo che volle farsi re” del racconto di Kipling. Proprio qui nel centro dell’Afghanistan sugli altopiani tra le montagne Koh i Baba e le estremità occidentali dell’Indu Kush si trova il fulcro della storia Hazara e del suo popolo che negli ultimi due secoli ha subito persecuzioni, discriminazioni e violenza sfociate in pulizia etnica, genocidio e diaspora si sono rifugiti tra le montagne chiamate Hazarajat ed oggigiorno Hazaristan. Artisti ed intellettuali hazari sono molto attivi nei movimenti internazionali per far conoscere il loro dramma, per promuovere azioni politiche e culturali di protesta e di solidarietà per ottenere il riconoscimento dei loro diritti civili.
In questa prospettiva si colloca l’evento “Sotto la pelle dell’Afghanistan. Alla ricerca del popolo Hazara”

 

Per ulteriore informazione visitare il blog del regista
http://www.aminwahidi.blogspot.com
La pagina Facebook ufficiale del film:
https://www.facebook.com/LaCenaPersiana
sito http://www.hazarapeople.comhttps
Basir Ahang Personal Website
http://www.basirahang.com/italiano/

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Milano Città Mondo #02 – CINA

Il Museo delle Culture e l’Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano, con la collaborazione del Forum della Città Mondo, dedicano annualmente un focus a una delle numerose comunità internazionali presenti a Milano, con l’obiettivo di documentare la storia e le modalità di presenza, integrazione e cittadinanza delle diverse comunità internazionali che vivono nella città, anche attraverso il collegamento con gli oggetti del patrimonio del Museo.
Tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017 il tema di indagine sarà la Cina e i cinesi a Milano, cioè la più numerosa comunità di migranti, nonché la prima in ordine di tempo tra le tante che via via si sono insediate sul territorio cittadino.

A tale scopo, in collaborazione con l’Istituto Confucio Dell’Università degli Studi di Milano, con Docucity oltre che in relazione e con il sostegno di associazioni rappresentative della comunità cinese a Milano, è stato elaborato un palinsesto di attività, conferenze, esposizioni, film, visite guidate specifiche alle collezioni cinesi del MUDEC, laboratori – dalla calligrafia, alla ceramica, alla cucina – che si svilupperà nell’arco di sei mesi, per terminare poi con la mostra “CHINAMEN – un secolo di cinesi a Milano” che sarà allestita al Mudec dal 15 marzo 2017.

L’esposizione è il frutto di una ricerca partecipata condotta dal sinologo Daniele Brigadoi Cologna in archivi famigliari e pubblici negli archivi privati delle antiche famiglie italo-cinesi di Milano. La ricerca coinvolge giovani studenti in un lavoro di riscoperta e valorizzazione del retaggio sino-italiano della città, consentendo di raccogliere testimonianze e documenti che raccontano la storia dei cinesi di Milano a partire dalle sue origini, ponendo l’enfasi sul periodo fra il 1906 e il 1946, non dimenticando le vicissitudini del dopoguerra e l’avvio della seconda dinamica migratoria, dal 1980 ai giorni nostri.
Il lavoro svolto confluirà inoltre nella produzione e presentazione di un documentario a disegni animati dall’omonimo titolo CHINAMEN, realizzato dall’artista Matteo Demonte (già autore con Ciaj Rocchi della fortunata graphic novel “Primavere e Autunni”). Mostra e documentario hanno un particolare valore storiografico perché affrontano un periodo saldamente radicato nella storia sociale del capoluogo milanese, tanto da fornire le basi che consentiranno lo sviluppo delle migrazioni successive, le fila di rapporti famigliari transnazionali che nel corso del tempo non si sono mai interrotti del tutto. Si tratta del periodo meno conosciuto e anche di quello su cui si sono realizzate meno ricerche in Italia e a livello internazionale. La storia, che mostra e documentario racconteranno, muoverà i propri esordi a partire dalla partecipazione di commercianti cinesi originari del distretto di Qingtian, nella regione del Zhejiang, alla Esposizione Internazionale del Sempione del 1906. Renderà conto delle dimensioni transnazionali del flusso migratorio che comincerà a collegare alcuni contesti europei (in primis Francia, Olanda e Italia) con alcuni villaggi e alcune vallate del territorio d’origine degli emigranti in Cina, soprattutto a partire dalla fine del primo conflitto mondiale.

ORARI

lunedì
14.30-19.30

martedì / mercoledì
venerdì / domenica
09.30-19.30

giovedì e sabato
9.30-22.30

LA BIGLIETTERIA CHIUDE UN’ORA PRIMA

Mudec – Museo delle Culture
via Tortona 56, Milano

Info e prenotazioni:
0254917

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http://www.chinamen.it/

Italiani sull’Oceano

“Italiani sull’Oceano”.
Storie di artisti nel Brasile moderno e indigeno alla metà del ‘900
25 marzo 2016 – 21 luglio 2016
Mudec – Museo delle Culture. Spazio Focus


Si apre al pubblico venerdì 25 marzo nello Spazio Focus del Mudec la mostra “Italiani sull’Oceano. Storie di artisti nel Brasile moderno e indigeno alla metà del ‘900”, che porta alla luce le relazioni artistiche italo-brasiliane in un intreccio tra storia dell’arte e storia delle mentalità.

Il percorso espositivo presenta opere e documenti di proprietà di due critici d’arte, Pietro Maria Bardi e Margherita Sarfatti, di un’architetta, Lina Bo Bardi, e di due artisti, Gastone Novelli e Roberto Sambonet, che testimoniano il galvanizzante incontro della cultura italiana con il gigantesco spazio storico e geografico che poteva offrire la cultura nativa brasiliana, con i nuovi processi di evoluzione urbana, con le nascenti estetiche moderniste e concretiste, schiuse per artisti e intellettuali italiani nuove prospettive di lavoro e al tempo stesso offrì la possibilità di sviluppare idee già in embrione nella terra d’origine.

A raccontare il ricco patrimonio della cultura materiale e immateriale del Paese sudamericano concorre, parallelamente, una selezione di oggetti amazzonici della collezione Lo Curto, provenienti dalle raccolte del MUDEC, e un’opera di design contemporaneo dei fratelli Fernando e Humberto Campana, Cabana (2009), dalle complesse suggestioni visive e progettuali.

La mostra è curata da Paolo Rusconi (Università degli Studi di Milano) con Elisa Camesasca (Archivio Roberto Sambonet), Ana Gonçalves Magalhães (Universidade de São Paulo), Viviana Pozzoli (Università degli Studi di Milano), Marco Rinaldi (Archivio Gastone Novelli) e sostenuta da un comitato scientifico internazionale di cui fanno parte Roberta Barni (Universidade de São Paulo), Anna Carboncini (Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi), Jorge Coli (Universidade Estadual de Campinas), Omar Cucciniello (Comune di Milano), Carolina Orsini (Museo delle Culture di Milano), Adriano Pedrosa (Museu de Arte de São Paulo), Iolanda Ratti (Museo delle Culture di Milano), Vincenzo Russo (Università degli Studi di Milano), Jeffrey Schnapp (Harvard University).
Il progetto di allestimento e grafica è a cura dello studio Origoni Steiner Architetti Associati: Anna Steiner, Franco Origoni, Matteo Origoni con Silvia Liuzzo.

Il progetto espositivo – attraverso la presentazione di dipinti, fotografie, oggetti di design e documenti provenienti da importanti musei e collezioni internazionali – mette in luce l’incessante attrazione per il Brasile, fonte di ispirazione e di confronto intellettuale. A partire dall’inedito diario di viaggio del 1933-1934 “Amer come America” di P.M. Bardi, dalle cartoline brasiliane dell’Archivio Sarfatti, dai disegni di bordo e dalle prime impressioni di Rio de Janeiro di Lina Bo Bardi, ai tessuti esotici disegnati da Roberto Sambonet per la Prima sfilata di moda brasiliana al Museo d’Arte di San Paolo (1952), ai cesti prodotti per la Rinascente, ispirati all’artigianato popolare, alle grandi tavole grafiche del pittore-designer che stilizzano motivi della flora tropicale, sino alle prime opere concretiste esposte da Gastone Novelli alla Biennale di San Paolo del 1953 e al prezioso album di fotografie che l’artista realizzò durante un viaggio nel Mato Grosso.

Lina Bo Bardi, Largo Getulio Vargas, Rio de Janeiro, 20 ottobre 1946, 1946, acquerello e grafite su carta / Lina Bo Bardi, Largo Getulio Vargas, Rio de Janeiro, 20 ottobre 1946, 1946, watercolor and graphite on paper São Paulo, Instituto Lina Bo e P.M. Bardi
Lina Bo Bardi, Largo Getulio Vargas, Rio de Janeiro, 20 ottobre 1946, 1946, acquerello e grafite su carta. São Paulo, Instituto Lina Bo e P.M. Bardi

In dialogo con questi lavori il MUDEC ha selezionato alcune opere della collezione Lo Curto, che meglio individuano alcune aree di cultura materiale del Brasile nativo, privilegiando motivi geometrici ed elementi astratti.

Gli autori riuniti in mostra vissero una parte, spesso cruciale, della loro vicenda biografica e professionale oltre oceano, incrociando e sovrapponendo i propri percorsi. Per la prima volta, la rassegna espositiva presenta insieme le figure dei coniugi Bardi: Lina, che in Brasile sarebbe diventata un’icona dell’architettura modernista, e Pietro Maria, creatore, a San Paolo, del più importante museo del Sudamerica, il MASP. Accanto a loro, Novelli e Sambonet, in un momento decisivo della loro ricerca artistica ancora poco noto al pubblico, caratterizzato dalle esperienze di viaggio nelle regioni del Brasile nativo, a contatto con la natura e con le forme di artigianato e di arte popolare.

Gastone Novelli accanto all’allestimento realizzato per la Sociedade Vinicola Rio Grande, Exposição do IV Centenário de São Paulo, 1954, stampa fotografica / Gastone Novelli beside his exhibit design for Sociedade Vinicola Rio Grande, Exposição do IV Centenário de São Paulo, 1954, photographic print Roma, Archivio Gastone Novelli / Gastone Novelli Archive
Gastone Novelli accanto all’allestimento realizzato per la Sociedade Vinicola Rio Grande, Exposição do IV Centenário de São Paulo, 1954, stampa fotografica . Roma, Archivio Gastone Novelli / Gastone Novelli Archive

L’Università degli Studi di Milano e il MAC USP – Museu de Arte Contemporãnea de Universidade de São Paulo, in collaborazione con il MUDEC, organizza dal 3 al 5 maggio 2016 un convegno internazionale sulla storia e le problematiche delle dinamiche interculturali tra i due paesi nel ‘900, con particolare attenzione al tema delle relazioni artistiche.
Infine, una serie di manifestazioni parallele dedicate alla cultura brasiliana in Italia, incontri di cinema, letteratura e concerti, saranno ospitate in museo come attività collaterali della mostra durante i mesi di apertura.

Enti promotori dell’iniziativa sono il Mudec | Museo delle Culture di Milano e il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, con il patrocinio del Consolato Generale del Brasile a Milano, con il sostegno di GRUPPO GAVIO e la sponsorizzazione tecnica di Arper SpA.
In collaborazione con: Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi di São Paulo, Archivio Gastone Novelli di Roma, Archivio Roberto Sambonet di Milano, Forum della Città Mondo del Comune di Milano.

Roberto Sambonet, Disegno per tessuto, 1952, tempera su carta / Roberto Sambonet, Fabric’s design, 1952, tempera on paper Milano, Archivio Roberto Sambonet / Roberto Sambonet Archive
Roberto Sambonet, Disegno per tessuto, 1952, tempera su carta.
Milano, Archivio Roberto Sambonet / Roberto Sambonet Archive

MUDEC – Museo delle Culture | via Tortona 56, Milano
dal 25 marzo al 21 luglio 2016
LUN 14.30‐19.30; MAR, MER, VEN, DOM 09.30‐19.30; GIO, SAB 9.30‐22.30
Fino al 31 agosto ingresso gratuito

Info e prenotazioni
T. +39 02 54917
http://ww.ticket.it/mudec
http://www.mudec.it

 

Mostra etnografica romena

Dal 28 febbraio al 13 marzo 2016 in occasione della Festa del Mărțișor, presso lo Spazio delle Culture del MUDEC – Museo delle Culture, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, il Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, il MUDEC, in collaborazione con il Forum della Città Mondo e l’Associazione Città Mondo, in partenariato con il Centro Culturale Italo – Romeno di Milano e il Consolato Generale di Romania a Milano, organizzano la mostra etnografica romena “Femminilità e Decorazione”.
La mostra presenta una selezione dei più belli e rappresentativi oggetti di patrimonio dalle collezioni del Museo Nazionale del Villaggio “Dimitrie Gusti” di Bucarest, e mette in luce la creatività e la cura con cui ogni donna adorna la sua casa e se stessa: abiti tradizionali provenienti da varie regioni della Romania, copricapi, sciarpe, alcuni pezzi sciarpe, alcuni pezzi di arredo, tessuti e ornamenti.
L’originalità degli oggetti esposti e l’armonia cromatica del vestiario sono completate dalla bellezza delle pettinature in voga nelle varie regioni della Romania e dei gioielli utilizzati per realizzarle.
Inaugurazione della mostra sabato 27 febbraio 2016 alle 18  alla presenza del Console Generale di Romania, George Bologan.
Inoltre  saranno presenti: Paula Popoiu – Direttrice Generale del Museo Nazionale del Villaggio Dimitrie Gusti di Bucarest – e Cristian Luca,Vicedirettore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.
Ingresso libero

In mostra dal 28 febbraio al 13 marzo 2016
con i seguenti orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30 – martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 10.30 alle 19.30 – giovedì e sabato dalle 10.30 alle 22.30

«Per i romeni il primo giorno di marzo è il sinonimo della festa del Mărţişor (diminutivo di “martie” – marzo). Il mărţişor, simbolo della primavera, si confeziona con dei fili bianchi e rossi, di cotone o seta, intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto. A questo cordoncino si appende un ciondolo portafortuna che può assumere diverse forme simboliche (un tempo monetine d’oro o d’argento, ma anche fili di erba, germogli o fiori; oggi fiori, animaletti, cuoricini, ecc.). Le tradizioni popolari dicono che chi indossa il “mărţisor” sarà fortunato e in salute per tutto l’anno. Oggi l’usanza consiste nel donare questo ciondolino con il suo fiocco bianco e rosso a tutte le donne, dalle nipoti alle nonne, come augurio di buona fortuna, amore e di buon inizio di primavera».

 

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Prolungata la mostra “Il ricamo palestinese”

Dato l’interesse dimostrato dal pubblico, la mostra “Il ricamo palestinese. Storia di una vita”, organizzata dalla Comunità Palestinese di Lombardia  in collaborazione con Assopace Palestina – presso lo Spazio delle Culture del MUDEC, via Tortona 56, Milano – è stata prolungata fino al 31 gennaio, con i seguenti orari:
lunedì 25 gennaio: 14.30 – 19.30;
martedì 26 e mercoledì 27 gennaio: 9.30 – 19.30
giovedì 28: chiusa
venerdì 29: chiusa
sabato 30 gennaio: 9.30 – 22.30
domenica 31 gennaio: 9.30 -19.30
Ingresso libero
Il ricamo palestinese rappresenta un’arte millenaria, radicata nel territorio a tal punto da rappresentare uno dei fondamenti dell’identità palestinese. Identità che ogni donna e uomo palestinese ha tramandato e ha lasciato in eredità attraverso tradizioni che trascendono la storia, e che li identifica come popolo. Ogni ricamo è proprio di un villaggio o di una contrada, si identifica con motivi diversi e porta in sé un proprio significato, un proprio nome, evocando sogni di matrimonio e di famiglia.
Il ricamo è una forma di comunicazione e di parola, una forma di espressione molto sottile, tutto ciò che si può dire sul rapporto con la propria terra e la propria memoria senza usare parole esplicite ma piccoli segni, colori e simboli.
Mani esperte hanno saputo fissare su tela quello che la voce non ha saputo e potuto dire. Usi, costumi, usanze di vita quotidiana risultano a colori su drappi, vestiti comuni e di cerimonia a testimonianza di un popolo che vive.
Al Mudec la storia della Palestina viene narrata da abiti e accessori ricamati a mano. Opere antiche e moderne ci accompagnano nella profondità della cultura palestinese. I preziosi ricami che danno vita alla mostra provengono da diverse aree geografiche: dalla Palestina storica e dai territori occupati della Cisgiordania, dai campi profughi palestinesi della Giordania e del Libano.

Milano Città Mondo # 01. Eritrea / Etiopia

Per l’inaugurazione del MUDEC, il Forum della Città Mondo presenta al pubblico un progetto fotografico di Alan Maglio e Medhin Paolos dedicato alla comunità eritrea/etiope che vive a Milano. La mostra, promossa dal Forum della Città Mondo con il sostegno dell’Assessorato Cultura del Comune di Milano, è allestita nello Spazio delle Culture, al piano terra del MUDEC, dal 28 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016.
La mostra costituisce la prima tappa di un progetto teso a documentare la storia e le modalità di presenza, integrazione e cittadinanza delle diverse comunità internazionali a Milano. Il focus attuale è sulla comunità eritrea/etiope, integrata nel tessuto cittadino in maniera socialmente e culturalmente attiva da almeno mezzo secolo.

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Alan Maglio, che ha collaborato per più di due anni con il Forum della Città Mondo sul tema delle comunità migranti e sulla rappresentazione della loro realtà attraverso immagini fotografiche, ha svolto insieme a Medhin Paolos un lungo lavoro di ricerca sulla comunità eritrea attraverso la raccolta di testimonianze dirette e la ricognizione di materiale fotografico e audiovisivo in archivi sia istituzionali che privati.
Milano Città Mondo. # 01. Eritrea / Etiopia
presenta sia oggetti, documenti e testimonianze provenienti dalle collezioni del Comune di Milano relativi al colonialismo italiano nel Corno d’Africa, sia alcune fotografie realizzate nei primi anni ’80 da Vito Scifo e Lalla Golderer, poi raccolte in una pubblicazione del 1985 Stranieri a Milano – conservate oggi nell’archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia, e, soprattutto, il nuovo progetto fotografico di Alan Maglio e Medhin Paolos sulla comunità eritrea/etiope oggi a Milano.
La ricognizione degli anni ’80 di Scifo e Golderer è stata anche alla base del progetto Asmarina, film documentario realizzato dagli stessi Maglio e Paolos e già presentato nell’ultima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che verrà riproposto nel periodo di esposizione della mostra.
In particolare, giovedì 26 novembre alle 18.30, è prevista una proiezione di “Asmarina” nell’auditorium Mudec, alla presenza degli autori e di alcuni protagonisti del film.
La mostra Milano Città Mondo. # 01. Eritrea / Etiopia ‐ immagini e storie ‐ costituisce il primo passo di un progetto che si svilupperà nel tempo. Ogni anno il Forum della Città Mondo realizzerà un focus su una delle numerose comunità internazionali presenti a Milano. La prossima ricerca riguarderà la comunità cinese.
Tutti i materiali frutto del progetto saranno raccolti e archiviati, divenendo così patrimonio del Museo.

Ingresso gratuito.
Orario: lun 14.30 ‐ 19.30; mar, mer, dom 9.30 ‐ 19.30; gio, sab 9.30 – 22.30